IL COLORE ROSSO

Durante i corsi di Dinamiche della Mente e del Comportamento si attribuisce il colore “rosso” al rilassamento fisico, alla maggior attenzione sulle nostre parti del corpo.
Vi pongo subito una riflessione iniziale: oggi abbiamo ancora bisogno del rosso nelle nostre vite?
Mi viene spontaneo porre questa domanda, vista la società che non permette l’introduzione dell’educazione sessuo-affettiva nelle scuole.
Ciascuno di noi possiede un corpo che in quanto tale va rispettato e, ciascun corpo è delimitato da confini e anch’essi vanno rispettati. Questi confini, possono essere infranti o mantenuti tali grazie a due parole: “Si” e “No”.
Anzi: SI e NO.
Vorrei che pensaste a queste due parole esattamente così come sono scritte, in maiuscolo, in grassetto e di colore R O S S O. Potete usarle quando volete e dovete ascoltarle quando le ricevete.
Ricordate che ogni volta che ve le sentirete dire, non stanno attaccando il vostro valore, non stanno dicendo che siete immeritevoli di amore o di rispetto: vi stanno solo chiedendo di smettere di farsi ripetere più volte, di essere fraintese, di scambiarle, di pensare che il NO sia il SI o che addirittura il NI possa prendere il loro posto.
Liberate nel mondo il rosso della rabbia stimolante, il rosso dell’amore, il rosso del fuoco potente che c’è in voi, il rosso della passione, della libertà di dire SI e NO ed abbiate cura dell’intero corpo di cui facciamo parte: la nostra umanità.
Qual è la differenza tra amare un corpo di qualcuno e possederlo? Beh… la differenza è che l’amore non chiede a questo corpo di sentirsi in dovere di dimostrarsi tale.
Vietato parlare di educazione al consenso a scuola perché i bambini si scandalizzano? I bambini si scandalizzano per ben altro, ad esempio: la guerra, i femminicidi, il bullismo, la meraviglia nel nostro sguardo che viene a mancare crescendo… quindi no, il consenso non è il vero problema.
Si tende ad identificare come mostri, come alieni chi commette gesti fatali per “amore”. Quelli però non sono mostri, sono persone reali come tutti noi ai quali le due parole SI e NO non sono state insegnate.
La gelosia ossessiva, il continuo controllo della posizione, delle persone con cui si esce, non sono forme d’amore… sono forme di una grande insicurezza che, prima di tutto, parte da un’insicurezza verso sé stessi e dall’incapacità di gestire, in particolar modo, la parola NO.
Per concludere la mia riflessione, vorrei porre un’ulteriore domanda: “Cos’ha il NO che non va? Perché ci sentiamo così rifiutati come persone?”
Voglio solo dirvi che tutti quanti abbiamo la libertà di esercitare il prodotto che queste due parole creano: Il Consenso, anch’esso rosso ed in grassetto. Come tutti abbiamo il diritto di esercitarlo, tutti abbiamo il dovere e il diritto di entrare in contatto col nostro rosso e dirgli che non sono un NO o un SI a definire quanto valiamo. Semplicemente definiscono solo lo spazio che possiamo occupare con le nostre opinioni, con i nostri gesti.
Se proprio sentite la necessità di infrangere lo spazio di qualcuno… fatelo con la gentilezza e con la scelta adeguata delle vostre parole.
E per quanto riguarda l’educare a tutto questo beh… da futura pedagogista non mi resta che continuare a credere nella potenza del colore rosso e nella forza che abbiamo nel fare un passo oltre al nostro ego.
Mi è capitato più volte di ricevere entrambe le parole e per quanto mi riguarda, la vera magia sta nel saper amare il proprio rosso, i propri confini per poi eventualmente avere a che fare col rosso degli altri!!!

                                                                                                                  Vera Frassinelli – socia ISI

 

 

Istituto Serblin per l’Infanzia, l’Adolescenza, l’Età adulta e la Terza età - A.P.S.

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