Qui sotto, trovate la testimonianza di una socia che ha frequentato nello scorso mese di gennaio il corso di Dinamiche della Mente e del Comportamento a Milano.
La testimonianza, già bella di per sè, ha una particolarità, che voglio condividere con voi.
Maria Grazia ipotizza che il corso di D.M.&C. sia quasi un atto di ribellione.
Non l’avevo ancora vista da questa prospettiva e sì, il corso di D.M.&C. può essere visto come un atto di ribellione; certo una ribellione pacifica e non violenta, ma comunque una ribellione: all’omologazione, al disimpegno, all’apparenza, al pensare lego, alla spersonalizzazione, all’egotismo, alla mancanza di altruismo.
A mio parere, se l’ipotesi che il corso sia quasi un atto di ribellione è oggi venuta a galla tramite Maria Grazia, è possibile che si stia concretizzando quanto Marcello Bonazzola aveva ipotizzato anni fa e che trovate sotto la testimonianza di Maria Grazia.

                                                                                                      Carlo Spillare

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Gentili Patrizia e Carlo,

             vi scrivo con il piacere di chi ha lasciato decantare per qualche giorno le esperienze vissute tra il 16 e il 18 gennaio scorsi. Come sapete, il desiderio di un feedback è stato da voi espresso durante il corso, e ho sentito che il modo migliore per onorare il metodo del Dott. Bonazzola fosse proprio quello di fermarmi e “mettere nero su bianco” il movimento che ho percepito dentro di me.
Voglio essere onesta: sono arrivata al corso con un bagaglio fatto di scetticismo e una razionalità dominante che, per anni, è stata la mia bussola principale. Nei primi esercizi la mia mente “analitica” ha provato a fare resistenza, quasi a voler difendere un territorio che temeva di perdere.
Tuttavia, grazie alla vostra guida ferma e al contempo accogliente, ho iniziato a sentire le difese abbassarsi. Gradualmente, ho smesso di capire e ho iniziato a sentire. La fatica iniziale nel lasciarmi andare ha ceduto il passo a un rilassamento profondo, permettendomi di accedere a quella parte non razionale che troppo spesso teniamo chiusa a chiave. Ho scoperto che il controllo dell’irrazionale non è una costrizione, ma una forma superiore di libertà.
Vi ringrazio per avermi fornito gli strumenti per iniziare a dialogare con me stessa in modo nuovo.
Vorrei però lasciarvi con una piccola provocazione: In un mondo che ci spinge a essere sempre più performanti, iper-connessi e “logici” fino all’esasperazione, non pensate che il vostro corso sia quasi un atto di ribellione? Mi chiedo: la Dinamica della Mente serve davvero a noi per vivere meglio, o serve a voi per ricordarci che, sotto la crosta della nostra razionalità, siamo ancora pericolosamente capaci di essere felici senza un motivo logico?
Con profonda stima e gratitudine,

                                                                                                          Maria Grazia Floreani – Milano

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…trovo ricorrente la domanda circa i motivi, gli scopi, le finalità, il perché della nostra Organizzazione

Come ho già avuto modo di dire in altre occasioni così ridico; quando fra qualche tempo (questo dipende solo da voi) saremo un centinaio di migliaia a pensare incondizionatamente che vivere non è solo tragico, che volersi bene non è solo un’utopia, buon senso non è il nome di una malattia contagiosa, che la giustizia non è una cristallizzazione di formule arcaiche, che l’ “ego” non è un altare su cui immolare le aspirazioni degli altri, allora se sarà il caso vi verrà chiesto se non pensiate che sia il momento di organizzare questi principi in una “possibilità” di professione alternativa all’egotismo corrente. Spero solo che questa proposta non tocchi a me di farvela.
Essa esige infatti menti fresche, in contraddizione, non compromesse da troppi salti di generazione, non intaccate dal dubbio dell’irresponsabilità delle azioni conseguenti la Causa Generante, semplici, alla sorgente, sane e giuste.
Una cosa è infatti scoprire una sorgente pulita, un’altra avere la forza di proteggere l’acqua che ne sgorga, lungo tutto il percorso, fino al mare. Per il momento quindi riaccettate la mia professione di artigianato locale: abbiamo un buon prodotto (per chi non lo avesse ancora capito sto parlando del mio Metodo di Dinamica Mentale applicato allo Sviluppo Personale), lo proponiamo, è ben accetto, viene consumato e non sparisce con se stesso ma si ripropone rinascendo in altri.
Volete qualche altra considerazione?
Vi posso accontentare: il Metodo funziona nonostante noi, non ha altra controindicazione che il misoneismo, combatte l’ignoranza, la presunzione, il perbenismo, lascia tracce anche nei cuori di granito, va bene per tutte le età; senza averne i difetti, ha i pregi della coca-cola, della wodka, della birra, del vino e dell’acqua minerale (l’acqua naturale non è un prodotto sottoposto alla nostra gestione, dipende da un’altra Direzione); non è una Religione, una Ideologia, un Sistema, una Filosofia.
È quello che ognuno vuole che sia, a sua assoluta discrezione. Ha forse un inconveniente: come presa di coscienza di quella parte di noi che nonostante tutto, continua a gridarci dentro che non vuole morire, può dare qualche momentaneo fastidio o fare un pò paura. Ma amici cari, la vita non l’abbiamo inventata noi: c’è! A noi è dato nei limiti delle nostre possibilità di gestirla o di sputarle addosso.

                                                                           Marcello Bonazzola – giornale Mente Amica 1976

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Io credo che, quanto prima, sia indispensabile porre mano alla fondazione di un Movimento di resistenza culturale che preveda come finalità prioritaria la salvaguardia della libertà dell’essere umano e della possibilità per ognuno di conquistare gli spazi esistenziali adeguati. Immagino anche che sia l’unico modo veramente valido per difendere l’Umanità dalla prevaricazione di quei gruppi di potere organizzato che con i mezzi più vari gestiscono programmi di disumanizzazione e di destabilizzazione finalizzati al controllo e allo sfruttamento dei corpi e della mente del maggior numero di persone possibile di abitanti del Pianeta Terra.
Chi lo può fare? Ciascuno nell’ambito dei propri ruoli, competenze e responsabilità.
I fatti che ne deriveranno saranno i mattoni di questo movimento e i semi di un possibile Fronte di resistenza culturale futuro, tanto auspicabile quanto necessario. In alternativa, uno sfacelo talmente grande che al confronto la peggiore Apocalisse sarebbe un party per debuttanti.

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Nel deserto del Sahara le oasi coprono un millesimo della sua superficie. Nel deserto dell’indifferenza e dell’egoismo sarebbe vitale dar forma e forza a gruppi di promozione sociale che prendano coscienza del proprio valore e della propria indispensabilità.
Senza questi gruppi la religione prossima futura è il cannibalismo.
                                                                             Marcello Bonazzola – A Futura Memoria  2010

 

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